Un raggio di sole per il nuovo anno

05 gennaio 2015
Print Friendly, PDF & Email

di Canio Trione

Il recente Patto di stabilità -che altro non è che una finanziaria- distantissimo dalla gente e dai suoi bisogni ha trovato posto un emendamento che è molto vicino alle esigenze dell’economia e quindi sta suscitando crescente interesse. Si tratta del numero 246 che recita testualmente: Al fine di consentire di allungare il piano di ammortamento dei mutui e dei finanziamenti per le famiglie e le micro, piccole e medie imprese individuate dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero dello sviluppo economico, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e previo accordo con l’Associazione bancaria italiana e con le associazioni dei rappresentanti delle imprese e dei consumatori, concordano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, tutte le misure necessarie al fine di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate per gli anni dal 2015 al 2017.

In burocratese ci dice che dal corrente mese di gennaio si potrà scegliere se continuare a pagare i mutui come lo si è previsto oppure posticipare la restituzione della quota capitale fino a tre anni. Una misura che essendo applicata a famiglie ed imprese può avere una forza propulsiva della domanda e delle produzioni in grado di fermare il crollo dell’economia. Una misura che ci fa capire che una maniera per uscire dalle secche attuali esiste e questa è una prima timida prova di tale possibilità.

Personalmente ho avuto un ruolo decisivo nel concepire tale proposta e quindi posso dire che il suo compito principale è quello di modificare il rapporto tra banche e clienti per farlo divenire definitivamente collaborativo facendo dimenticare il lunghissimo periodo di contrapposizione, di sospetto e quasi di guerra tra le due parti; entrambi sono interessati alla ripresa dell’economia e quindi entrambi devono collaborare alla riuscita di tale sforzo. Alla gente e alla ripresa serve fiducia in se stessi e nel futuro, serve ariosità e questo provvedimento è inteso proprio a questo obiettivo.

Adesso le sfide sono due: la prima è che i clienti debitori verso le banche devono essere informati della esistenza di questa opportunità e quindi utilizzarla appieno; sia coloro che ne hanno bisogno, sia quelli che potrebbero tranquillamente restituire il proprio debito; questi ultimi potrebbero e dovrebbero utilizzare questi danari che possono trattenere, per nuovi investimenti, anche piccoli, o per nuovi consumi, anche superflui… rimettere in moto l’economia è cosa difficile ed enorme e quindi serve che tutti partecipino con il proprio piccolo o grande contributo. La seconda cosa è che le banche -e le Istituzioni tutte- devono capire le potenzialità implicite a questa nuova concezione dei rapporti con la clientela e non limitarle con burocratismi o trabocchetti nascosti, anzi favorirle e spingere la gente a riprendere fiducia nel sistema del credito che ha recentemente spaventato molti debitori.

Il periodo del credito scarso è finito; la Bce più volte lo ha detto e più volte ha promesso “misure non convenzionali” proprio per favorirlo e stimolarlo. Queste misure non sono ancora arrivate ma, nell’attesa, qui in Italia ce le stiamo creando in autonomia; questo primo passo è molto timido se rapportato a quelli necessari al rilancio delle produzioni ma è chiaro, semplice e significativo; a noi fruirne! Da subito.

Canio Trione