Pakistan: per i media il paese più pericoloso per i giornalisti, segue la Siria

31 dicembre 2014
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Nel 2014 uccisi 118 reporter nel mondo, furono 105 nell’anno precedente

BRUXELLES  – È il Pakistan il Paese più pericoloso per i giornalisti al mondo. Lo denuncia la Federazione internazionale dei giornalisti, ricordando che solo nel 2014 nel Paese sono stati uccisi 14 reporter. Il numero totale dei giornalisti vittime di omicidi mirati, attentati dinamitardi o sparatorie nel mondo è salito a 118 nel 2014 rispetto ai 105 dell’anno precedente. A questi si aggiungono 17 giornalisti morti in incidenti o a seguito di disastri naturali, come riferisce la Federazione da Bruxelles. Seconda al Pakistan per pericolosità per i giornalisti è la Siria, dove nell’anno che si conclude oggi sono stati uccisi 12 reporter. Nove sono invece i reporter ammazzati in Afghanistan e nove nei Territori palestinesi. Otto sono invece i giornalisti uccisi in Iraq e altrettanti in Ucraina.

Tra le vittime si ricordano i giornalisti americani James Foley e Steven Sotloff, entrambi decapitati dai miliziani dello Stato Islamico (Is). Con l’occasione, la Federazione internazionale dei giornalisti chiede ai governi di dare priorità alla tutela degli operatori dell’informazione. «È ora di agire davanti a minacce senza precedenti per i giornalisti, che vengono presi di mira non solo per limitare il libero flusso delle informazioni, ma anche per ottenere riscatti e concessioni politiche», ha detto il presidente della Federazione Jim Boumelha. «Il risultato è che alcuni organi di informazione non stanno inviando giornalisti in zone di guerra per la loro incolumità, per cui in queste zone sono attivi freelance», ha aggiunto.  red.ag.