Cos’è  A.N.G.P.L.

di Antonio Peragine

L’Ordine Nazionale dei Giornalisti (O.d.G.) è un Ente Pubblico non economico, a struttura associativa, nato nel 1925, l’iscrizione al quale è obbligatoria per l’esercizio della professione di giornalista.

L’organizzazione territoriale dell’Ordine è su base regionale o interregionale. Ogni consiglio tiene l’albo professionale di categoria, che è ripartito dal 1963 in due elenchi (art. 1):

  • Giornalisti professionisti:“coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista”;
  • Giornalisti pubblicisti: “coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi”. (fonte Wikipedia)

L’ A.N.G.P.L. è l’Associazione Nazionale dei Giornalisti e Pubblicisti Liberi.

Il nostro Ente di promozione sociale, non è nato per contrapporsi all’O.d.G., ma per dare la possibilità alle “penne libere ed indipendenti” di poter contribuire, in modo diverso, al dovere di informare nel modo più trasparente, critico e costruttivo possibile; senza pressioni politiche ed economiche. Ognuno di noi svolge o ha svolto la sua professione che ci permette di vivere e scrive liberamente,senza compenso, perché il nostro non è un “mestiere”, ma una libera scelta di offrire un’informazione alternativa e, a volte, graffiante, tesa a stimolare lo spirito critico dei nostri lettori.

Libera informazione per una libera professione

La libertà e l’informazione

L’informazione è tale se è obiettiva; è impossibile essere obiettivi in maniera assoluta ma, per avvicinarvisi, è necessario essere liberi. Per questa ragione se un giornalista è a libro paga gode di un livello di credibilità parziale. Quasi tutti quelli che sono sul libro paga di qualcuno cercano di ammantarsi della libertà ed indipendenza proprio per essere credibili. Intere testate scrivono sul proprio giornale la parola indipendente (anche se indipendenti non lo sono affatto essendo controllate da un potentato economicondr.) proprio per aumentare il numero di lettori.

Nonostante tutto questo, da un pò di tempo e dopo decenni di quiete e convivenza pacifica tra “liberi” e “stipendiati”, questi ultimi cercano di distinguere le due categorie a danno dei primi cercando di statuire la estromissione dei “liberi” dall’Ordine. La stessa ammissione all’Ordine è possibile solo se sei pagato da qualcuno, impedendo così la stessa esistenza di media liberi. In sostanza -per costoro- se non sei al soldo di qualcuno non puoi fare informazione se non con i mezzi “fai da te” offerti miracolosamente dalla tecnologia moderna.

Inoltre la filosofia ed impostazione liberale data dai Trattati alla stessa Unione Europea, ha invitato a cercare la sempre maggiore  e perfetta concorrenza tra attori della nostra economia. L’idea di consentire a qualcuno di lavorare ed escludere altri è stata messa definitivamente fuori legge dalla Comunità proprio per favorire la massimizzazione della efficienza dell’intero sistema economico. Così camionisti bulgari o lituani fanno concorrenza ai loro colleghi francesi mentre dentisti cechi o polacchi cercano nuovi clienti con tariffe lowcost in ogni parte d’Europa. Anche i farmacisti si sono dovuti arrendere alla nascita di parafarmacie inventate proprio per cercare di ridurre i prezzi di qualche medicinale. I giornalisti stipendiati invece no; rimangono ancorati al passato per difendere i loro compensi  con i quali i nostri media si assicurano la loro opera.

Da questa distinzione tra “liberi” e stipendiati ne escono falsate la concorrenza sul piano economico, la libera informazione su quella culturale, il rispetto degli ideali e della politica comunitaria e lo stesso funzionamento del sistema democratico già fortemente danneggiato da altre emergenze.

Infine se qualche giornalista o pubblicista perde il posto per gli effetti della crisi che stiamo vivendo (e ce ne sono tanti) e non lo ritrova subito, perde anche per il futuro la possibilità di lavorare perché appunto radiato dall’O.d.G.     

Questo paradosso passa quasi inosservato; ma è di fondamentale importanza: dopo che la rappresentanza politica è stata azzoppata dalla mancanza di preferenze, che la prepotenza della grande impresa e delle lobby in genere ha occupato ogni spazio, che la dittatura della Pubblica Amministrazione si è fatta palese e perfetta,… se anche l’informazione libera cade nelle mani dei Poteri Forti lo scenario sarà completato.

 Serve fermare questo progetto nell’interesse di tutti. Senza questo minimo segnale i tempi bui che viviamo saranno ancora peggiori; e ancora peggiori delle dittature demenziali che ci hanno governato nel secolo appena concluso.

Per questi motivi è nata in Italia l’Associazione Nazionale di Giornalisti e Pubblicisti Liberi”

La  missiondell’“Associazione Nazionale dei Giornalisti e Pubblicisti Liberi” è   quella di tutelare e valorizzare la pluralitàculturale del mondo giornalistico con particolare riguardo a quelle scuole di pensiero che non sono asservite agli interessi economici e di  riunire tutti coloro che esercitano a titolo esclusivo o prevalente la libera professione nell’ambito del giornalismo scritto, on line, grafico, fotografico e radio-televisivo, alfine di codificare e garantire i loro interessi e far rispettare una corretta deontologia professionale.

Possono essere ammessi a far parte dell’Associazione:

  • Tutti coloro, italiani e stranieri, che svolgono la professione in maniera autonoma o dipendente nel settore della Comunicazione (radiotelevisiva e carta stampata e on line), anche se non in possesso di tesserino rilasciato dall’Ordine dei Giornalisti, purché siano in grado di dimostrare il loro impegno continuativo in quest’ambito attraverso la presentazione di un dettagliato e verificabile curriculum professionale con allegate indicazioni di referenza.
  • i giornalisti professionisti vincolati e non da Contratto Nazionale di lavoro giornalistico da parte di editori;
  • i giornalisti pubblicisti che esercitino in maniera esclusiva o prevalente la libera professione giornalistica;
  • i giornalisti professionisti e pubblicisti collaboratori fissi di testate giornalistiche (articolo 2 del contratto nazionale di lavoro giornalistico);
  • i grafici, i fotografi, tele cineoperatori etutti coloro che con idonea documentazione, dimostrino di esercitare in maniera esclusiva o prevalente la libera attività giornalistica attraverso lo scritto, l’immagine o la grafica.
  • gli addetti stampa degli Enti locali, degli uffici stampa pubblici e privati, collaboratori e redattori presso testate giornalistiche.

 Per ulteriori informazioni www.angpl.itinfo@angpl.it

Il Presidente

Uff. Dr. Antonio Peragine

MODULO DOMANDA DI ADESIONE ALL’ANGPL modulo adesione Angpl