Lettera per S.Em. Cardinale Bagnasco

18 marzo 2015
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ASTI – Eminenza,  questa lettera è indirizzata a Lei, dopo aver letto l’agenzia che ha riportato le Sue dichiarazioni, relative ai numerosi episodi di corruzione che riguardano sempre più spesso funzionari dello Stato, imprenditori e politici, che compiono atti illeciti, vergognosi edesecrabili, viziando qualsiasi forma di appalto, pur di ottenere un vantaggio personale.

Sono pienamente d’accordo con Lei, con le sue affermazioni e le sue valutazioni di carattere sociale, religiose, etiche e morali. La corruzione e le tangenti, sono un fenomeno sociale, delinquenzialee di malcostume presente in tutti i livelli sociali, imprenditoriali e politici. Rimaniamo quasi del tutto indifferenti quando emergono testimonianze di imprenditori che si rifiutano di pagare il “pizzo”, quasi fosse una prassi ormai consolidata quella di pagare per “mettersia posto”. Io credo che la corruzione in Italia, abbia raggiunto limiti che non si possono più tollerare.

Non vi è giorno che la cronaca non riporti fatti di corruzione che riguardano amministrazioni, imprenditori e politica. Come possiamo definire questa associazione di delinquenti? La magistratura inquirente cerca in tutti i modi di contrastare questo evidente fenomeno mafioso, ma la mancanza di risorse umane, strumenti tecnologici, legislativi ed informatici, limitano fortemente l’azione investigativa. Non dare gli strumenti idonei agli investigatori sembra essere una strategia per rallentare e rendere piu difficoltose le indagini. Diminuire il periodo di prescrizione favorisce i criminali. I processi sono lunghi, non perché i magistrati non lavorano bene e molto, ma perché mancano di tutto e se non vengono dati loro gli strumenti idonei, avremo sempre processi eterni, che favoriscono i delinquenti.

Corruzione e tangenti nonriguardano solo le grandi città ed i grandi affari,  ma anche quelli locali, dei piccoli Comuni ed i piccoli affari. È una “forma mentis” radicata, una prassi consolidata, una “tassa” da pagare al personaggio di un Ente, o all’ufficio acquisti di un’azienda,  per “convincerlo” ad acquistare gli strumenti informatici, materiali di consumo, o pagare per gestire un mensa. Se desidero velocizzare una “pratica”, devo pagare, perché non c’è lo Stato di Diritto, ma solo lo Stato del favore a fronte di un pagamento, proporzionato al favore che si richiede.

Eminenza, gli italiani onesti sono la minoranza, sono stufi, stanchi e demoralizzati,perché non vi sono mai pene esemplari che scoraggino questo tipo di malaffare. Come sempre, in Italia, va a finire a “tarallucci e vino”. Abbiamo il Parlamento col maggior numero di imputatie condannati, come se fosse normale avere delinquenti che rappresentano il Popolo italiano. Come mai negli altri Paesi basta solo il sospetto ed il soggetto politico presenta immediatamente le sue dimissioni? Questione di etica? Questione di stile, di rispetto di morale e di senso civico?

Come mai questi valori assoluti non sono tenuti in considerazione dalla maggior parte dei politici, imprenditori ed amministratori locali? Possibile che i disvalori abbiano soppiantato i valori universali nella vita delle persone. Eminenza, in Italia vi sono milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, vi sono centinaia di migliaia di persone che sopravvivono con pensioni di 500 euro al mese ed invalidi civili che non vivono con 260 euro al mese. Come crede che possano sentirsi queste persone nel leggere di malcostume, malaffare,  corruzione, tangenti, di “aiuti economici disinteressati” a giovani studentesse. Ebbene, la Fede e la Giustizia di Dioci consola, ci aiuta, ci fa sopportare tutto, ma è mai possibile che questi delinquenti non conoscano il senso della vergogna? È mai possibile che tutti neghino anche l’evidenza? Le persone oneste sono stufe di questi fenomeni associativi di carattere mafioso. Le persone oneste sono silenti, perché non hanno voce, mangiano una sola volta al giorno ed ogni giorno è una lotta per la sopravvivenza.

Abbiamo bisogno di giustizia, onestà,  solidarietà umana, di valori su cui costruire la vita delle generazioni future e questo parte dalle famiglie e dalle scuole. Però oltre a questo, milioni di italiani, hanno bisogno di mangiare se non tre volte al giorno, anche solo una volta e questo potrà essere possibile solo se l’autorevole voce della Chiesa, si alzerà a difesa degli ultimi e degli onesti. Il popolo italiano ha fame di giustizia, di diritti, di solidarietà e di … pane.

La saluto molto cordialmente.

Gianfranco Suma