La storia dei due Marò

31 dicembre 2014
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Da spari contro il peschereccio, all’ennesimo no Corte Suprema

ROMA  – Di seguito una cronologia con le principali tappe della vicenda: * 15 FEBBRAIO 2012 – I due marò in servizio antipirateria sulla nave commerciale Enrica Lexie, secondo le accuse, sparano contro un peschereccio, scambiandolo per una barca di pirati e uccidono due pescatori al largo di Kochi (Kerala). Gli italiani sostengono di aver sparato solo colpi di avvertimento. * 19 FEBBRAIO – Vengono fatti scendere a Kochi e fermati. * 28 FEBBRAIO – Il caso è seguito dal sottosegretario Staffan De Mistura. L’Italia rivendica la competenza per una vicenda che coinvolge «organi dello Stato operanti nel contrasto alla pirateria sotto bandiera italiana e in acque internazionali». * 5-6 MARZO – Il tribunale di Kollam li trasferisce nel carcere di Trivandrum. Il 25 MAGGIO trasferiti alla Borstal School di Kochi. * 30 MAGGIO – L’Alta Corte del Kerala concede la libertà su cauzione con l’obbligo di non allontanarsi da Kochi. * 20 DICEMBRE – Il tribunale di Kollam continua a rinviare il processo. In attesa del verdetto della Corte Suprema di New Delhi sulla giurisdizione, viene concessa una licenza di due settimane per Natale. Il 4 GENNAIO 2013 tornano in India. * 18 GENNAIO 2013 – La Corte Suprema dispone la creazione di un tribunale speciale a New Delhi per esaminare la questione della giurisdizione, togliendola allo Stato del Kerala. * 22 FEBBRAIO – Secondo permesso ai marò, che tornano in Italia per 4 settimane per votare. * 11 MARZO – L’Italia decide che i marò non rientreranno in India il 22 marzo perchè New Delhi ha violato il diritto internazionale. Il premier indiano Singh minaccia «seri provvedimenti». * 22 MARZO – Ripartono per l’India e si trasferiscono all’ ambasciata italiana a Delhi. De Mistura: «C’è la garanzia che non ci sarà pena di morte». Il 26 MARZO Terzi si dimette in «disaccordo con la decisione di rimandare i due marò in India». * 30 MARZO – L’India annuncia che affiderà nuove indagini all’Agenzia nazionale di investigazione antiterrorismo (Nia). * 10 APRILE – Il premier Singh garantisce che il caso non rientra fra quelli che possono comportare la pena capitale. * 14 GENNAIO 2014 – L’Italia decide di tornare alla Corte Suprema per denunciare i ritardi e la possibilità di invocare la legge antipirateria che prevede la pena di morte. * 23 GENNAIO – Pressing della Bonino sui ministri indiani: «No alla pena di morte». Il 27 GENNAIO parte una missione parlamentare in India di deputati e senatori italiani. * 24-25 FEBBRAIO – L’India abbandona la legge antiterrorismo, scacciando lo spettro di una condanna a morte per i militari. Renzi: il governo cercherà di risolvere rapidamente la vicenda. * 18 MARZO – Il ministro degli Esteri Federica Mogherini annuncia che «il prossimo passaggio può essere l’avvio di un arbitrato internazionale». * 27 MARZO – Il premier Renzi parla del caso dei marò con il presidente Usa Obama, lo ringrazia per il sostegno già avuto e per quello che ancora potrà dare in futuro. * 28 MARZO – La Corte suprema ammette il ricorso contro l’utilizzo della legislazione antiterrorismo. Il processo viene sospeso per quattro settimane. * 20 APRILE – Terza Pasqua in India per Girone e Latorre, raggiunti dai familiari per il breve periodo di festa. * 24 APRILE – Il ministro degli Esteri Mogherini annuncia l’apertura di una «procedura internazionale» con l’invio di una nota verbale all’India. Un primo passo che se non darà esiti sfocerà nel ricorso a strumenti internazionali, quali l’arbitrato. Nuova fase gestita dall’ambasciatore a New Delhi Mancini. Si chiude il mandato di Staffan De Mistura come inviato del governo. * 27 MAGGIO – Si insedia il comitato di giuristi internazionali, guidato dall’ex capo del servizio giuridico del Foreign Office Daniel Bethlehem, per seguire la nuova fase. * 2 GIUGNO – Videoconferenza dei due marò alle Commissioni Difesa ed Esteri della Camera e del Senato. Girone sottolinea: «Abbiamo obbedito ad un ordine, mantenuto una parola, e siamo ancora qui». Latorre: «Dobbiamo soffrire con dignità». * 5 AGOSTO – Il ministro della Difesa Pinotti incontra i marò, auspicando l’accordo tra i due governi. * 11 AGOSTO – Colloquio telefonico tra Renzi ed il collega Modi. «Auspico una rapida soluzione positiva», dice il premier italiano. «Accettate il cammino della giustizia indiana», sottolinea l’omologo. * 1 SETTEMBRE – Latorre ricoverato in ospedale, colpito da una leggera ischemia. Pinotti vola in India. * 6 SETTEMBRE – I legali di Latorre chiedono alla Corte suprema indiana il suo rientro in Italia per motivi di salute. * 9 SETTEMBRE – L’«internazionalizzazione» del caso ora è «tecnicamente pronta», annuncia la Mogherini, aggiungendo comunque che la via bilaterale continua a essere praticabile e «le due strade non si escludono». * 12 SETTEMBRE – L’Alta Corte autorizza il rientro in Italia di Latorre per quattro mesi di convalescenza dopo l’ischemia. * 13 SETTEMBRE – Latorre rientra in Puglia dai familiari. * 1 NOVEMBRE – Il neoministro degli Esteri Gentiloni chiama i marò per sottolineare «la continuità nell’impegno del governo». * 15 NOVEMBRE – L’Italia «farà tutto ciò che è necessario», ma bisogna «evitare le polemiche con l’India», dice Renzi dopo un colloquio con Modi al G20. * 16 DICEMBRE – La Corte suprema respinge le istanze dei due marò che chiedevano l’attenuazione delle condizioni della loro libertà provvisoria, per permettere a Latorre un prolungamento della permanenza in Italia e a Girone di rientrare in Puglia per le festività natalizie. Napolitano «fortemente contrariato».  red.ag.