La Professione del Giornalista

31 dicembre 2014
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Il giornalista è colui che per professione scrive o collabora alla redazione di un giornale.

L’Ordine dei Giornalisti è stato istituito con la legge del 3 febbraio 1963, n. 69 e ad esso vengono iscritti, nei rispettivi albi esistenti presso ogni Consiglio dell’Ordine regionale o interregionale, i professionisti e i pubblicisti.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine, istituito con sede presso il Ministero di Grazia e Giustizia, è composto da due professionisti e un pubblicista per ogni ordine regionale o interregionale. In seno al Consiglio Nazionale vengono eletti un presidente, un vicepresidente, un segretario e un tesoriere, oltre a un comitato esecutivo composto da sei professionisti e tre pubblicisti e a un collegio di revisori dei conti composto da tre giornalisti.

I Consigli regionali o interregionali sono composti da sei professionisti e tre pubblicisti che abbiano almeno cinque anni di anzianità di iscrizione. Ogni consiglio elegge un presidente, un vicepresidente, un segretario ed un tesoriere.

I giornalisti sono rappresentati sindacalmente dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana mentre, l’ente che si occupa della gestione e della erogazione delle pensioni, dei trattamenti di disoccupazione e cassa integrazione e di tutte le forme di assistenza previste dal suo statuto è l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. L’assistenza sanitaria è fornita dalla Casagit, la Cassa di assistenza sanitaria dei giornalisti italiani.

Il contratto nazionale dei giornalisti comunque, regola il rapporto professionale ed economico tra editore e giornalista.

All’interno di ogni azienda editoriale con più di dieci redattori esiste un importante organo di tutela del lavoro dei giornalisti: il cdr, cioè il il comitato di redazione, composto da tre membri eletti dall’assemblea di redazione. Esso ha il compito di controllare l’applicazione del contratto di lavoro e formulare proposte e iniziative.

Nella professione giornalistica è possibile distinguere svariate figure professionali che corrispondono sia ad uno status lavorativo che ad una classificazione propria dell’Albo Professionale dei Giornalisti.

    • Il giornalista professionista è colui che svolge la professione giornalistica in modo esclusivo e continuativo. Per l’iscrizione nell’elenco dei professionisti (art. 29 – capo I Legge 3.2.63 n.69) sono richiesti: l’età non inferiore ai 21 anni, l’iscrizione nell’albo dei praticanti, l’esercizio della pratica giornalistica per almeno 18 mesi ed il superamento di una prova di idoneità professionae a Roma, consistente in una prova scritta ed una orale incentrata su temi giuridici, politici e sulla professione giornalistica. La parte scritta prevede tre prove, svolte tutte nella stessa giornata e nel tempo complessivo di cinque ore: bisogna elaborare un articolo a scelta partendo da varie tracce consegnate dalla commissione. La seconda prova consiste nella sintesi di uno scritto che viene proposto dalla commissione e la terza, in cinque quiz di cultura generale. Il colloquio orale mira, invece, ad accertare la conoscenza del contratto nazionale di lavoro, a verificare le conoscenze giuridiche e costituzionali e a testare le nozioni di tecnica giornalistica del candidato.Al momento dell’iscrizione all’albo verrà rilasciata al giornalista un apposito tesserino, di colore rosso, attestante l’avvenuta registrazione nell’elenco professionale regionale.
    • Il giornalista pubblicista è colui che svolge attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercita altre professioni o impieghi. Condizioni necessarie per l’iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti: aver compiuto diciotto anni di età, aver svolto per due anni un’attività giornalistica non occasionale (almeno 60-70 articoli pubblicati su giornali e periodici) e retribuita regolarmente (attestata da una dichiarazione del direttore amministrativo). Al momento dell’iscrizione all’albo verrà rilasciato al giornalista un apposito tesserino, anch’esso di colore rosso, attestante l’avvenuta registrazione nell’elenco professionale regionale.
    • I giornalisti praticanti sono coloro che, dopo un periodo di apprendistato di 18 mesi in un’azienda editoriale, sono ammessi a sostenere l’esame di Stato per diventare professionisti. La pratica giornalistica deve svolgersi presso un quotidiano, o presso il servizio giornalistico della radio o della televisione o presso un’agenzia quotidiana di stampa a diffusione nazionale e con almeno 4 giornalisti professionisti redattori ordinari, o presso un periodico a diffusione nazionale e con almeno 6 giornalisti professionisti redattori ordinari. Per l’iscrizione nel registro dei praticanti è necessario avere superato un esame di cultura generale, diretto ad accertare l’attitudine all’esercizio della professione. Un praticante non può rimanere iscritto per più di tre anni nel registro.
    • Il giornalista free-lance è fondamentalmente un battitore libero, un collaboratore esterno che pratica l’attività giornalistica in modo del tutto autonomo e indipendente. Può essere occasionale o fisso; in entrambi i casi, comunque, è colui che fornisce una prestazione giornalistica, senza essere vincolato ad orari di lavoro o alla presenza in redazione.
    • Con la nascita delle nuove tecnologie e, soprattutto di Internet, si è andata sempre più facendo strada la figura del redattore web, ossia colui che si occupa dei contenuti dei siti siano essi di news, notizie o specialistici. Il lavoro di redazione assume un carattere assai particolare perché il web writerweb editor o web content deve essere necessariamente ferrato, oltre che nella conoscenza del mondo giornalistico ed editoriale, anche e soprattutto, sul mondo multimediale ed informatico.Importante requisito è infatti la conoscenza approfondita dei principali programmi di videoscrittura e di elaborazione di testi, nonché una basilare conoscenza dei programmi di grafica e dei principali linguaggi di programmazione.

All’albo dei giornalisti sono annessi gli elenchi speciali in cui vengono iscritti i giornalisti di nazionalità straniera e coloro che, pur non esercitando l’attività di giornalista, assumano la qualifica di direttore responsabile di periodici o riviste a carattere tecnico, professionale o scientifico, esclusi quelli sportivi e cinematografici.