Il terremoto nel Nepal e la Madonna addormentata

29 aprile 2015
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Una catastrofe di dimensioni immani, il terremoto nel Nepal. Una sofferenza incommensurabile, fiumi di lacrime, valanghe di preghiere verso il cielo. Preghiere vane, preghiere inutili. Anche papa Francesco ha pregato. Inutilmente. E voi direte che cosa c’entra parlarne, ma davanti a tale immane tragedia, viene una certa rabbia verso coloro che ancora credono all’efficacia di certe preghiere. Il Signore non frena i terremoti, non sceglie l’ora in cui arrivano, non calma gli uragani, né i vulcani; il Signore non fa miracoli. E fa una certa rabbia, davanti a tale immane tragedia, le gente che si ostina a credere a una certa Madonna “postino” (così la definì Papa Francesco) la quale non si sarebbe mai stancata di rilasciare messaggi dal 1981 sino ad oggi.. Madonna di Medjugorje, io capisco che tu non possa impedire alla terra di tremare, ma un messaggino per avvertire quella povera gente, per salvare almeno qualcuno, non avresti potuto lasciarlo ai tuoi veggenti? Oppure ti è successo come al dio Baal? I suoi adoratori invocarono invano il suo nome dal mattino fino a mezzogiorno, e il profeta Elia li schernì: «Gridate più forte perché egli è certamente dio, però forse è occupato o ha degli affari o è in viaggio; forse dorme e deve essere svegliato!». Anche tu, Madonnina di Medjugorje avevi altri affari cui pensare? Oppure dormivi?

Francesca Ribeiro