Ideologia pauperista

06 gennaio 2016
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Ideologia pa’ideologia pauperista’

Aveva detto Gesù: “vendete i tutti vostri beni materiali e donate il ricavato ai poveri.” Se fosse stato preso alla lettera da tutti saremmo proprio tutti poveri, se non poverissimi, tutti ad ‘elemosinare’ dai pochi ricchi ancora sopravvissuti, un ‘boccone di pane’! Tale dottrina non distingue la Ricchezza che opprime il povero, da quella che, se investita, aiuta il popolo a sopravvivere e che – laddove risultasse inesistente – farebbe morire di fame tutto il Mondo. Non perché ci sono i ricchi, ma perché quei ricchi non investono, lì dove la ricchezza è stata prodotta, non essendoci le elementari condizioni politiche! Mentre ancora nel Mondo si muore di fame: donne, bambini, adulti , ogni giorno, ogni ora!

Forse dobbiamo concludere che fu proprio Paolo di Tarso, divenuto poi San Paolo, con le sue Epistole e con la sua opera concreta, – più per es. dell’Apostolo Pietro (crocefisso a testa in giù) – a salvare il Cristianesimo! Come ci ricorda Augias, Paolo fu “un uomo di straordinarii volontà e ingegno” che trasformò “gli sparuti e spauriti seguaci delle tante sette ebraiche, nei Fondatori di una delle più grandi Religioni dell’umanità”.

A questo proposito è giusto ricordare almeno un brano dell’epistola di Caio Lucilio, inviata all’amico Publio Labieno, con cui Augias chiude il suo libro. Scrive Lucilio: “In generale non dò grande importanza a queste infatuazioni religiose: sono figlie della necessità, aumentano con il crescere dei bisogni, diminuiscono e scompaiono quando vengono meno le ragioni che le hanno fatte nascere. In questo caso però temo che se queste idee si diffondessero ulteriormente, potrebbero compromettere l’ordine, la stabilità e lo stesso futuro di Roma.”

Lo scriveva intorno agli anni Sessanta d. C.. Prima del 66 d. C. anno della Grande rivolta (o vera Guerra) Giudea! Ed il 70 poi, ci fu la vittoria definitiva di Roma, attraverso una violentissima repressione e la totale distruzione del Tempio, (che più tardi sarà ricostruito) operata da Tito, come già detto, che divenne Imperatore di Roma anche per quei meriti di Guerra! Quello della rivolta della Plebe fu in realtà il vero cruccio degli occupanti romani. Ma Gesù non credeva all’uso delle armi!

In verità Gesù credeva invece nella possibilità di salvare il suo Popolo senza ricorrere alla violenza. Ma attraverso la rigidità di alcuni Valori, che poi furono molto attenuati, ‘romanizzati’ da San Paolo. Certo la Violenza armata di spada a cui ricorsero invece gli ZELOTI , come già detto, con la Rivolta e con l’Insurrezione armata del 66 d. C. fu bandita dal suo insegnamento.

Però l’assoluta rigidità nel rifiuto del Denaro sempre e comunque, fu decisamente un valore cristiano del Gesù storico. Poi coerentemente (ma quasi ereticamente) rivalutato da San Francesco, il quale si “denudò” di tutti i suoi beni e persino dei propri vestiti davanti al Vescovo di Assisi e davanti a suo padre psicologicamente distrutto. Coerentemente poi visse di stenti (anche accompagnato dalla gloria spirituale) fino alla morte prematura, dovuta probabilmente a quello stesso modo di vivere. Ma eravamo in pieno Medioevo e la ricchezza era finalizzata ad altro. Non era nata ancora neppure la prima dottrina della Scienza economica!

La Chiesa assorbì in parte quella Grande Utopia “pauperista” (nata come Eresia) che fu dell’insegnamento del Cristo storico e che forse lo portò al martirio (per la incomprensione non solo dei Romani, ma soprattutto di molti Sacerdoti all’interno del Sinedrio spaventati dai quei rigidi postulati già allora irrealistici).

Ma l’Utopia fu assorbita parecchi secoli dopo la caduta dell’Impero, nel basso Medioevo….! Quel “Pauperismo” estremo nemico dell’Impero romano, ma che poi, dopo San Francesco, si diffuse a macchia d’olio in Italia e fino alla rinascita dell’Umanesimo. Questo portò al nostro glorioso Rinascimento, che risvegliò l’iniziativa economica e rimise in moto il meccanismo virtuoso dell’investimento capitalistico. Esso lavorò in tandem con la Riforma protestante a cui alcuni (vedi Max Weber) attribuirono il successo economico – che è ancora visibile – delle nazioni del Nord Europa e di tutto l’Occidente.

Assieme al benessere diffuso portò anche spazi di Liberà alla persona prima inimmaginabili. Ma anche la realizzazione di alcune belle Utopie intuite subito dal Cristo storico, come l’abolizione per Legge della Schiavitù, una certa Fratellanza tra gli uomini e la stessa emancipazione della donna. Obiettivi non raggiungibili e non raggiunti mai prima della nascita della civiltà liberale, e soprattutto della Borghesia e del suo capitale (di rischio).

Anche in Italia la secolarizzazione della Chiesa andò in quella virtuosa direzione, facendo nascere finalmente una Nazione Liberale che si rese possibile necessariamente solo dopo la Rivoluzione francese. Condusse poi alla necessaria separazione dei Poteri dello Stato, lo Stato laico e la fine della dittatura, anche economica – perché fungeva da freno alla libera iniziativa dell’impresa produttiva – del PAPA RE nel Medioevo!

L’ Impero romano che lo stesso Cristianesimo aveva contribuito ad abbattere, producendo in Italia i cc.dd. “Secoli bui” (secondo la definizione che seppe dare nei suoi libri Montanelli) sino alla Breccia di Porta Pia! Sino ad allora si erano diffuse nel mondo dominato dal cristianesimo le tante storie di violenza per ragioni religiose (vedi Giordano Bruno e le tante persecuzioni degli Eretici, degli Ebrei ecc), e ciò rappresentò la parte peggiore, da dimenticare, di quella particolare ‘Civiltà medioevale’. Questo si fondò anche sul rifiuto pregiudiziale del Denaro e del Capitale di investimento come di qualsiasi concetto anche solo di “interesse” economico, assimilato tot court al crimine e all’usura. Ciò comportò persino il rifiuto istituzionale di qualsiasi Banca e di qualsiasi Capitale d’investimento, o di rischio economico, visto in contrasto con la morale dell’epoca e poi fortunatamente superato prima dai contenuti della Riforma e poi finalmente anche dalla stessa Chiesa di Roma. Nel periodo “buio”del cristianesimo, c’era stato il rifiutò di tutto ciò che potesse veramente creare benessere, lavoro e mobilità sociale, spianando il campo dell’economia del commercio e della finanza! Per secoli quindi soltanto agli Ebrei poterono esercitare l’attività bancaria e che peraltro furono, anche per questo, ghettizzati!

Quindi invitiamo alla prudenza nei confronti di qualsiasi suggestione “pauperista” ed anti-capitalistica generica, utopistica, tetragona e di tipo ‘medioevale’. Crediamo che oggi, dopo il fallimento delle Ideologie Collettiviste, e del Socialismo Reale, che predicarono la distribuzione egalitaria delle risorse a prescindere dalla produzione e quindi dal merito, i rappresentanti di una certa Sinistra italiana delusa, indulgono con troppa simpatia, se non proprio con amore, al “Pauperismo”!

Oggi qualcuno – più o meno lontano (o vicino a Roma) – vorrebbe riprodurre, con le armi del terrore esercitato in tutto il Mondo, ancora oggi quell’ antico Medioevo. Nonostante siano trascorsi oltre due Secoli dall’ Illuminismo e dopo aver vissuto il consolidamento (speriamo) della Civiltà Laica e Liberale in tutta Europa, oltre che nell’Occidente (cristiano)!

Quest’ultimo si è gradualmente liberalizzato nei Secoli anche in omaggio alla Cultura filosofica greco-romana ed a quella europea che conservano le proprie radici culturali giudaiche, addolcite dalla cultura cristiana.

prof. GIORGIO BUQUICCHIOperista