Gli eurocrati? vadano a casa!

07 luglio 2015
Print Friendly, PDF & Email

All’indomani della vittoria del “no” in Grecia i nostri commentatori e i giornalisti di ogni tendenza si sono scatenati per rispondere alla domanda: che succede da domani? supponendo che sia questo che gli italiani si chiedano.

In pochi hanno capito cosa è veramente accaduto e che è di solare evidenza: è stato indetto un referendum su un tema specifico. Su questo tema gli eurocrati si sono spesi alla grande per sostenere il “si” e si sono detti rispettosi della volontà popolare immaginando addirittura di poter vincere. I greci (assieme a molti altri europei però non sono stati chiamati mai a votare su questo tema)  hanno detto chiaramente che, costi quel che costi, le politiche europee non sono accettate dimostrando che gli eurocrati sono distanti anni luce dai propri amministrati. Quello del referendum non è un tema di sinistra ma un tema di indipendenza e di sovranità (cioè più di destra) ma è condiviso da tutti, chi più, chi meno. Quindi esiste un vincitore ed un vinto; il perdente (che è la attuale eurocrazia) ha perso le elezioni democratiche sul tema di fondo della sua stessa esistenza; il perdente è la tecnocrazia europea che se vuole rispettare il verdetto popolare deve dimettersi. Pensare di riaprire delle trattative con gli stessi interlocutori di prima come se questi fossero rappresentativi della maggioranza degli europei è senza senso ed equivale a dire che la reggenza europea è scientemente e consapevolmente antidemocratica. Perché i greci dovrebbero parlare con persone prive di mandato popolare (e questo è un problema congenito della Unione europea) e invise esplicitamente da coloro per cui dovrebbero lavorare??? Riprendere le trattative con gli stessi individui significherebbe insultare la volontà popolare e legittimare proprio coloro che non hanno nessuna legittimità politica.

Sul piano tecnico la questione è molto più complessa, ma anche molto più semplice, di quanto appaia. L’anomalia greca non si risolve in poco e probabilmente non si risolverà mai. Quindi la questione è: l’Europa e la Germania vogliono versare ancora altri miliardi o no? L’Europa e la Germania vogliono cambiare la politica economica rispettando la volontà popolare greca? La Francia e la Germania vogliono o no rinunziare al proprio potere quasi assoluto? Se la risposta è no (come credo) l’Europa e la Germania diranno che non vogliono pagare e quindi spingeranno la Grecia fuori dall’euro e dall’Europa. Meglio cacciarla che pagare e rinunziare al proprio potere.

Contemporaneamente dobbiamo ricordare che il governo greco è gestito da persone di sinistra che istintivamente non immaginano una tecnica economica alternativa all’attuale né ne cercano una; semplicemente chiedono altri soldi rafforzando il proprio potere contrattuale con il consenso popolare. Quindi preferiscono trattare semplicemente perchè non sanno cosa altro fare; vorranno rimanere nell’euro e chiederanno altri soldi credendo sinceramente che sia una cosa fattibile; e questa mancanza di idee economiche innovative è il vero problema ed è la ragione per cui accettano di ricominciare a trattare con le stesse persone.

Si pone quindi la domanda come può la Grecia sistemare la questione monetaria? È possibile fare qualcosa di diverso che bussare a danari alla UE? Qualcuno affaccia l’ipotesi di una moneta parallela. Con una nuova moneta i ricchi greci si vedranno restituire dalle loro banche nazionali monete diverse da quelle che hanno versato; un po’ come è accaduto quando le banche si sono prese le lire per darci una moneta straniera. Quindi imponendo per il futuro una nuova moneta si imporrebbe ai ricchi e ai creditori esteri di perdere un fiume di soldi. Una idea di estrema sinistra, dittatoriale e che sarà legittimata dal rifiuto che certamente i tedeschi e gli eurocrati opporranno alla richiesta di nuovi danari. Quindi i potentissimi europei sono sotto scacco; o danno altri soldi oppure perdono fiumi di danari. In ogni caso vince la visione e la pratica anti padronale della sinistra.

Due considerazioni: la prima è che brilla la imbecillità dei politici nostrani che non sono stati capaci di difendere nello stesso modo gli interessi italiani. La seconda è che la Bce non ha preso i soldi da nessuno ma li crea e quindi se dovessero dire di no lo faranno per non scalfire la dittatura del sistema germanocratico fregandosene dei problemi economici e sociali dei greci.

Quindi lo scenario più probabile è che la Grecia dirà di rimanere nell’euro mentre gli altri cercheranno di cacciarli e quando si arriverà alla nuova moneta, servirà ad estorcere danari da ricchi, banche estere e Bce.

In ogni caso l’attuale Europa è morta; e nessuno ha la forza, la volontà e la capacità di farne un’altra;  a noi serve prendere atto di tutto questo e cercare di ricominciare a fare i nostri interessi cercando politici che sappiano come si fa e quali sono.

Canio Trione

Vice Presidente ANGPL